2.12.2009
«Una Lucia vittima di una società assente»
Il 7 dicembre andrà in scena al Teatro Verdi Lucia di Lammermoor, lŽultima opera del cartellone della stagione lirica 2009 dellŽEnte concerti Marialisa de Carolis. La regia sarà di Marco Spada.
Lucia di Lammermoor, lŽultima opera in programma nel cartellone della stagione lirica dellŽEnte concerti Marialisa de Carolis, andrà in scena lunedì 7 dicembre (prima) al Teatro Verdi di Sassari. Sono previste tre repliche, il 9, 11 e 13 dicembre.
Sarà Marco Spada, ad apporre la firma della regia, la sesta da quando si trova alla direzione artistica dellŽEnte concerti di Viale Umberto. QuestŽanno il direttore chiuderà la stagione con unŽopera che, con altro cast, ha ottenuto un ottimo successo di critica al Teatro Csokonai di Debrecen (2008) e allŽOpera di Stato di Budapest (estate 2009) e dai quali, quella in programma al Verdi, eredita lŽallestimento.
La Lucia che sarà presentata a Sassari utilizza lŽedizione critica a cura di Roger Parker, che ripristina lŽopera nella sua integrità. Come tanti altri capolavori che non sono mai usciti dal repertorio, come Il barbiere di Siviglia, - spiega Marco Spada - anche Lucia di Lammermoor ha subito nel corso del tempo numerosi tagli interni. Si possono ricordare interi numeri musicali come la scena Raimondo nel primo atto, il duetto Edgardo ed Enrico nel secondo, quindi le riprese delle cabalette, le sezioni cadenzali della cavatina di Lucia e del finale primo
.
LŽopera - prosegue il regista - risultava sbilanciata, sia nellŽimpaginazione drammaturgica, che penalizzava la comprensione di alcuni caratteri di personaggi e avvenimenti, sia nel valore squisitamente musicale di passi di grande bellezza, risultando inspiegabilmente "corta". Era proiettata quasi esclusivamente allŽapprodo della grande scena della pazzia, che però era tagliata e modificata anchŽessa
.
LŽedizione sassarese interviene anche su questa, proponendo lŽorchestrazione originale indicata da Donizetti, che pensava allŽutilizzo della "glassharmonica" come strumento di accompagnamento e commento alla pazzia della protagonista, per cercare un suono nuovo e "spettrale".
Questo strumento fu gradatamente sostituito dal flauto - riprende il direttore artistico dellŽEnte concerti - che ne modificava totalmente il senso, per farne un "antagonista" della voce di Lucia, in una gara di bravura che vedeva la presenza di una cadenza virtuosistica. Questa cadenza, adottata da quasi tutti i grandi soprani che hanno abbracciato il ruolo, fu inventata in realtà alla fine dellŽOttocento, ed ha infatti un carattere liberty ed astratto, che esibisce la voce e il virtuosismo in quanto tali e non più nella continuità del discorso drammaturgico che interessava a Donizetti per disegnare la follia della sua Lucia
.
Nella sua integrità Lucia riprende a buon diritto il suo carattere di "romanzo storico" in musica e si distende comodamente allŽascolto del pubblico con più consequenzialità
.
In tal modo lŽha letta e interpretata il progetto registico di Marco Spada, che privilegia il carattere oscuro, da romanzo gotico dellŽopera, ambientandola in un luogo senza tempo, che porta in sé reminiscenze gotiche, filtrate nel gusto liberty ed espressionista del Novecento. LŽazione - continua il regista - è concentrata, più che sul paesaggio esterno, al "paesaggio interno" della protagonista. Lucia ha in sé una fragilità psicologica che viene via via esaltata e resa patologia dallŽantagonismo che la società che la circonda le frappone: una società assente, che la sfrutta come vittima da immolare ad un superiore interesse economico, di "clan"
.
Una solitudine che le costruiscono intorno il fratello Enrico, il precettore Raimondo, entrambi e in modo diverso sottili torturatori psicologici, il pretendente Arturo, che desidera esibirla come un trofeo; e da ultimo anche Edgardo, chiuso in un sogno di vendetta, e come tutti gli eroi romantici, egocentrici ed infantili in una passione a senso unico. Un mondo di uomini, insomma.
Lucia - per Spada - è quindi lŽesempio massimo nel melodramma ottocentesco del disagio femminile nella società di quel tempo, ma anche nella nostra, oggetto di scambio, corpo che non viene riconosciuto come anima dalla società che la circonda.
GLI INTERPRETI
Marco Spada dirigerà un cast di primo livello che, oltre a Demuro (sir Edgardo), vedrà la presenza di Roberto Accurso (lord Enrico), a Sassari lo scorso anno con I Puritani, quindi nella parte di Lucia la cantante coreana JiHyen Son, che ha già ricoperto questo ruolo nella Lucia andata in scena allŽOpera di Stato di Budapest nellŽestate appena trascorsa.
Per Elisabetta Farris si tratta di un debutto. Il soprano ozierese, che interpreterà la parte di Alisa, si è classifica al primo posto lo scorso aprile nella terza edizione delle audizioni per cantanti sardi che, in questi anni, ha consentito a tanti giovani (si pensi anche solo a Demuro, Pierpaoli e Spissu) di avviarsi ad una brillante carriera internazionale.
Ritorna sul palco del Verdi Fabio Previati che è stato Mengotto nella Cecchina di Piccini diretta da Francesco Bellotto a novembre a Sassari. Previati interpreterà Enrico nella recita in programma il 9 dicembre. Nelle altre serate invece il ruolo sarà ricoperto da Accurso.
Ad interpretare Normanno sarà il tenore Thomas Vacchi, mentre il basso Deyan Vatchkov sarà Raimondo e il tenore Leonardo Cortellazzi Arturo.
A dirigere lŽorchestra sarà la bacchetta del maestro Fabio Mastrangelo, consulente musicale della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. È stato il maestro questŽanno a inaugurare il rinato Teatro Petruzzelli con due esecuzioni della Nona sinfonia di Beetoven quindi con lŽorchestra filarmonica di Omsk.
Le scene e i costumi saranno affidati a Michele Della Cioppa e Simona Morresi (I Puritani nel 2008), mentre le luci saranno di Fabio Rossi.
LE RAPPRESENTAZIONI DELLA LUCIA
Lucia di Lammermoor è andata in scena a Sassari nelle stagioni liriche del 1954 (interpreti: F. Ottaviani, M. Filippeschi, A. Mineo, S. De Tommasi, E . Achilli, G. Lollini, E. Variati; direttore Franco Patané; regista Fernando Benassi), quindi ancora nel 1965 quando aprì la stagione (interpreti: M.L. Cioni, G. Poggi, G. Fioravanti, W. Artioli, A. Nosotti, E. Barcis; direttore Nino Bonavolontà che per 18 anni fu anche direttore artistico dellŽEnte Concerti, regista Dario Della Corte), ritornò nel 1977 (interpreti: C. Albanese, O. Garaventa, G. Fioravanti, E. Marini, A. Pedroni, C. Terni, G. Di Rocco; direttore Ferruccio Scaglia; regista Beppe De Tommasi) e nel 1986 (L. De Corato, G. Devinu, S. Fisichella, G. Mastino, C. De Bortoli, S. Moyso, T. Pane; direttore Alberto Peyretti che nella stessa stagione diresse anche il Werther, dal 1984 era direttore artistico dellŽEnte; regista Antonello Madau Diaz). LŽultima rappresentazione a Sassari è del 1995.
Opera correlata
7-9-11-13 Dicembre 2009
Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor
Dramma tragico in tre atti di S. Cammarano
Revisione critica a cura di G. Dotto e R. Parker
Scheda completa