Il tour lirico conquista il pubblico intrecciando grande lirica - tradizioni del territorio e patrimonio storico e culturale. Sul palco insieme al tenore sardo anche Alberto Gazale, i Tenores di Oniferi e Dante Tangianu. Colonna portante del progetto musicale l'Orchestra dell'Ente de Carolis, diretta da Alessandro Palumbo.
È partito dal Forte della Maddalena di Alghero il Festival delle Città Regie, il nuovo progetto dell'Ente de Carolis che, dopo il successo dell'Alghero Festival, inaugura la proposta del tour lirico pensato per diventare uno dei grandi eventi fissi dell´estate con l´obiettivo di far dialogare tra loro: grande lirica, tradizioni popolari del territorio e patrimonio storico e culturale della Sardegna. Il Festival proseguirà domani 28 luglio alle 22 a Castelsardo e il 30 luglio al Teatro Comunale di Sassari alle 20,30. Protagonista del progetto è Francesco Demuro, uno dei tenori italiani più apprezzati della scena internazionale, al centro di uno spettacolo costruito come un viaggio nella sua storia artistica e umana, tra le grandi pagine del repertorio operistico, la tradizione melodica italiana e gli esordi della sua carriera, quando ancora bambino si esibiva nelle piazze della Sardegna come giovane cantore.
In apertura di serata il presidente dell'Ente Antonello Mattone ha ricordato il significato del nuovo progetto con un'introduzione storica che ha descritto il ruolo delle Città Regie della Sardegna aragonese e spagnola, spiegando come proprio da quell'eredità culturale sia nata l'idea del festival. A condurre la serata è stata Ambra Pintore, che accompagnando Demuro nel suo viaggio fra aneddoti e ricordi e introducendo i vari ospiti ha reso anche omaggio alla città di Alghero interpretando un´antica serenata popolare algherese: Minyona Morena.
«In Sardegna per tutti resto Franceschino – racconta Demuro - perché avevo appena dieci anni quando ho iniziato a cantare nelle piazze. Poi la lirica mi ha portato nei teatri di tutto il mondo, ma il legame con questa terra non si è mai spezzato. Per questo mi è piaciuta molto l'idea di condividere il palco con artisti che rappresentano le tradizioni alle quali appartengo e che raccontano le mie radici».
Proprio quelle radici hanno trovato una delle espressioni più significative nella presenza dei Tenores di Oniferi, tra i più autorevoli interpreti del canto a tenore. La loro partecipazione ha creato un ideale ponte tra due patrimoni riconosciuti dall'UNESCO: il canto a tenore, inserito tra i patrimoni culturali immateriali dell'umanità nel 2005, e il canto lirico italiano, riconosciuto nel 2023. Due tradizioni profondamente diverse, ma accomunate dalla centralità della voce come espressione di identità culturale e patrimonio da tramandare.
Lo stesso dialogo tra lirica e tradizione è proseguito con l'intervento di Dante Tangianu, tra i maggiori interpreti e divulgatori delle launeddas, antico strumento simbolo della tradizione musicale della Sardegna. La sua esibizione ha rappresentato un ulteriore omaggio alle radici culturali dell'isola, inserendosi in un racconto antico e affascinante che mette in relazione musica popolare e grande lirica.
La serata ha offerto anche l'occasione di rivedere su un palco sardo Alberto Gazale nel ruolo di baritono. Il direttore artistico del de Carolis, protagonista come cantante delle scene internazionali da oltre trent´anni, ha regalato al pubblico insieme a Demuro, uno dei momenti più intensi e applauditi della serata. Incontratisi spesso sui palchi dei grandi teatri i due artisti hanno deciso di condividere quello del debutto del Festival delle Città Regie. Dopo l'interpretazione della celebre aria del Toreador dalla Carmen di Georges Bizet, Gazale si è esibito con Demuro nel duetto Au fond du temple saint, tratto da Les pêcheurs de perles. Il brano che celebra il valore dell'amicizia è considerato una delle pagine più intense e raffinate del repertorio operistico francese.
L'Orchestra dell'Ente de Carolis si è confermata la vera colonna portante dello spettacolo. Guidata da Alessandro Palumbo, tra i direttori italiani più interessanti della nuova generazione, ha accompagnato un programma capace di attraversare linguaggi molto diversi, dalla tradizione popolare alle grandi pagine della lirica, trovando uno dei momenti più suggestivi nell´esecuzione della Tregenda da Le Villi di Giacomo Puccini.
Il viaggio si è concluso là dove tutto era cominciato. Dopo aver attraversato i grandi teatri del mondo con le pagine più celebri del repertorio operistico, Francesco Demuro è tornato al canto a chitarra, accompagnato da Pietro Nieddu riportando il pubblico alle radici della propria storia artistica. La serata inaugurale ha così delineato con chiarezza l'identità del Festival delle Città Regie. Il concerto con Francesco Demuro non rappresenta soltanto un evento artistico, ma il primo capitolo di un progetto che pone al centro il dialogo tra grande lirica, tradizioni popolari, valorizzazione del territorio e del patrimonio storico e culturale della Sardegna. È questa l'idea cardine su cui nasce il Festival: creare un racconto in cui musica, identità e territorio si intrecciano, restituendo nuova vita ai luoghi simbolo delle antiche Città Regie. Un percorso destinato a proseguire e ad arricchirsi nelle prossime edizioni, consolidando un format che fa dell'incontro tra eccellenza artistica e memoria dei luoghi la propria cifra distintiva.
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