Poulenc e Berlioz di classe Grazie a Benjamin Bayl

21 NOVEMBRE 13 / La Nuova Sardegna

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Al comunale di Sassari
SASSARI È iniziato con un minuto di silenzio per le vittime della tragedia che ha colpito la Sardegna il secondo dei tre concerti sinfonici che l´Ente De Carolis ha inserito nel cartellone della stagione lirica 2013. Mentre il primo concerto si poneva principalmente l´obbiettivo di ricordare Richard Wagner, di cui ricorre quest´anno il bicentenario della nascita, questa volta il programma era interamente dedicato alla musica francese, con un grande spazio riservato al compositore Francis Poulenc, scomparso 50 anni fa. Non si può certo dire che il pubblico sia accorso numeroso a questo concerto, che ricorderemo invece tra le manifestazioni di più alto spessore artistico dell´intera stagione, prima di tutto per la scelta del programma, incentrato su composizioni che non si ascoltano spesso nelle sale da concerto. Di Poulenc, nella prima parte, sono stati eseguiti tre lavori di grande interesse. Il primo è la ´Suite Française d´apres Claude Gervaise´, scritta nel 1935 da un Poulenc trentaseienne per l´opera teatrale ´La Reine Margot´ di Edouard Bourdet: si tratta della rielaborazione di sei danze del compositore cinquecentesco Claude Gervaise, che ci mostrano un Poulenc ´neoclassico´, peraltro sempre vicino spiritualmente al Gruppo dei Sei, per il quale Jean Cocteau aveva redatto il manifesto. Lo stesso neoclassicismo sta alla base della Sinfonietta, un delizioso lavoro scritto nel 1947 per la BBC, che ci mostra un Poulenc abilissimo strumentatore. La prima parte del concerto comprendeva anche un testo di Cocteau musicato da Poulenc sotto forma di monologo,´ La Dame de Monte-Carlo´, risalente al 1961, dunque tre anni dopo la composizione dell´atto unico ´La voce umana´. Di questi tre lavori un´ottima Orchestra del De Carolis, guidata in modo impeccabile da Benjamin Bayl, ha offerto letture nitide e ricche di colore, impreziosite dalla vocalità espressiva del soprano Majella Cullagh, cui possiamo rimproverare soltanto uno modesto spessore nei centri. Ma abbiamo apprezzato Benjamin Bayl anche nella seconda parte del concerto, nella quale il direttore australiano ha affrontato e risolto con grande naturalezza e un bel respiro narrativo le insidie di due lavori, ugualmente poco eseguiti, di Hector Berlioz: l´Ouverture tratta dall´opéra- comique ´Béatrice et Bénédict´ e la scena lirica per soprano e orchestra ´Herminie´, scritta nel 1828 per il Prix de Rome. Anche in questo caso l´Orchestra dell´Ente ha risposto ottimamente alle sollecitazioni di una lucidissima direzione, e la Cullagh dal canto suo ha affrontato le nervature della linea vocale con grande senso drammatico.

(Antonio Ligios)

L'opera

Concerto sinfonico

Concerto sinfonico

Concerto sinfonico con sopranoMusiche di Poulenc e Berlioz

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