Rassegna stampa

Con Wagner e Dvorak giù il sipario

La Nuova Sardegna

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Si è conclusa a Sassari la stagione lirico-sinfonico dell´Ente concerti De Carolis

SASSARI Si è conclusa così come era iniziata, la stagione lirico-sinfonica del´Ente Concerti Marialisa De Carolis. Il 24 settembre l´Orchestra dell´Ente aveva interpretato musiche di Antonin Dvorak e Richard Wagner, e – per la manifestazione finale, ospitata al Teatro Comunale – sono stati ancora il compositore boemo e il grande operista tedesco a costituire la materia prima del concerto. Il programma comprendeva due soli lavori, l´Ouverture tratta dall´´Olandese volante´ di Wagner e la ´Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo´ di Dvorak: due composizioni di grande impegno esecutivo, idonee a valorizzare un´orchestra che negli ultimi anni è cresciuta molto, sino a raggiungere livelli qualitativi che non è scontato ottenere in compagini che non presentano carattere di stabilità, ma che – come quella sassarese – si formano di stagione in stagione. L´Ouverture dell´Olandese volante è tratta dalla quarta opera wagneriana (composta tra il 1840 e il 1841), che ha per soggetto un´antica leggenda che narra di un marinaio condannato per la sua empietà a vagare per i mari su un vascello maledetto, sino a quando non incontrerà una donna che lo redimerà. Si tratta di una grandiosa pagina sinfonica, nella quale il compositore utilizza per la prima volta la tecnica dei ´motivi conduttori´, associati a personaggi o a situazioni del dramma: tecnica che nella posteriore produzione operistica Wagner svilupperà in modo magistrale. Francesco Maria Colombo ne ha dato una lettura plastica, che ha ben evocato tempeste e visioni d´amore, ma che non è riuscita ad evitare qualche imprecisione dell´assieme. La seconda composizione era la Sinfonia ´Dal nuovo mondo´ di Dvorak, risalente invece agli ultimi anni del secolo, ossia al cosiddetto ´periodo americano´ del compositore boemo. Per stessa ammissione dell´autore la Sinfonia, eseguita per la prima volta nel 1893 nella prestigiosa Carnegie Hall di New York, vuole ricreare ´lo spirito delle melodie negre e degli indiani d´America´, che conferiscono all´opera un carattere inconfondibile, frutto della fusione delle suggestioni americane con quelle boeme e il linguaggio sinfonico tardo-romantico: tratti che la direzione di Colombo ha valorizzato con grande respiro, coadiuvata da un´Orchestra che ha sfoggiato un´ottima sezione di strumenti a fiato.

(Antonio Ligios)

L'opera

Concerto sinfonico

Concerto sinfonicoMusiche di Wagner e Dvorák

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