Un dittico inedito a Sassari presentato al Conservatorio

10 NOVEMBRE 21

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presentazione-servatel1Così diverse, così simili: The telephone di Gian Carlo Menotti e La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi compongono il dittico apparentemente inusuale, ma anche per questo affascinante, che andrà in scena venerdì 12 novembre alle 20,30 e domenica 14 in replica alle 16,30 al Teatro Comunale di Sassari. Terzo appuntamento della Stagione lirica dell´Ente Concerti “Marialisa de Carolis”, le due opere sono state presentate stamane al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, nel tradizionale incontro che precede l´Anteprima giovani. I tanti ragazzi in sala hanno potuto ascoltare la videointroduzione della musicologa Paola Cossu, che ha tratteggiato l´origine dei due lavori, composti a due secoli di distanza l´uno dall´altro (La serva padrona è del 1733, The telephone del 1947). Singolare il destino della Serva, nata come intermezzo di un´opera seria dello stesso Pergolesi, Il prigionier superbo: «La serva padrona, su libretto di Gennaro Antonio Federico, non ha mai avuto la pretesa di rientrare tra le opere ‘impegnate´ della storia della musica – ha spiegato la musicologa – ma ha conquistato un ruolo di primo piano per la freschezza di linguaggio, la perfetta concisione delle scene e l´equilibrata combinazione di realismo e ironia, ottenendo da subito un successo strepitoso, a differenza dell´opera che accompagnava ormai dimenticata. La serva padrona, inoltre, diede il via alla famosa querelle des bouffons, una disputa che divise la Francia tra i sostenitori del nuovo genere comico italiano e i difensori dell´opera seria tradizionale francese».Un richiamo al passato, sebbene sia stata scritta meno di ottant´anni fa, muove invece The telephone di cui Gian Carlo Menotti scrisse musica e parole: l´autore, espatriato in America, ebbe un grande successo oltreoceano, tanto da convincere gli organizzatori del Festival di musica contemporanea di Venezia a presentare l´opera nel 1948. Musicalmente impostata su semplici melodie, presenta un supporto strumentale particolarmente efficace soprattutto perché costruito su forme classiche (ouverture, arie e recitativi) ma anche su segnali realistici, come il trillo del telefono. «Un´opera in forma quasi classica, presentata in un contesto simile, scatenò critiche alterne – ha spiegato Paola Cossu – provocando un vero e proprio “caso Menotti” tra tradizionalisti e modernisti, di cui ancora oggi si parla». Due opere, quindi, che crearono dibattito tra i contemporanei e che vengono presentate oggi in un allestimento dell´Ente Concerti in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, con la regia da Jacopo Fo. A Sassari la regia viene ripresa da Matteo Mazzoni, intervenuto alla presentazione insieme al direttore d´orchestra Alessandro Palumbo: entrambi hanno sottolineato l´importanza delle due opere e la loro modernità, proprio per la capacità di far discutere, oggi come allora, il pubblico e i critici. Il dittico – di cui Jacopo Fo è autore di regia, scene e costumi, mentre le luci sono di Marco Scattolini – vedrà come protagonisti il soprano Aleksandra Kubas-Kruk (Lucy nel Telefono, Serpina nella Serva) e il baritono Filippo Polinelli (Ben e Uberto). L´attore Salvatore Caruso, divertente terzo incomodo in entrambe le opere, nella Serva padrona sarà il servo muto Vespone, dando vita inoltre al Telefono. I biglietti sono disponibili al botteghino del Comunale e online sul sito enteconcertidecarolis.it.

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